Intervista ai personaggi – Hitomi Sakai

Tutti i lettori l’hanno desiderato almeno una volta: poter incontrare i personaggi delle storie più amate e fare due chiacchiere insieme.
Nel mondo di Hollow World questo è possibile!


L’autore Luca Damiani l’ha confessato in una sua intervista: prima di scrivere di ogni personaggio della sua saga, l’ha lasciato parlare in una lunga chiacchierata, in modo da delineare il carattere e i sogni di ciascuno di loro.
E ha aperto lo scrigno di questo tesoro anche per noi!
In esclusiva vi riportiamo alcune interviste ai protagonisti del mondo di Hollow World, per catapultarci al loro fianco nelle avventure mozzafiato!
PS: pubblichiamo solo alcune pezzi delle interviste, che in realtà spaziano dai cibi preferiti, alle paure più nascoste (sapevi che a Hitomi non piacciono i gatti?). Ma per conoscere fino in fondo i personaggi, non resta che leggere il libro Hollow World – Il ragazzo senza memoria.

Hitomi (in giapponese “luce degli occhi”) Sakai ( “frontiera”)

hitomi
Ti piace il tuo nome?

Sì, la mamma voleva chiamarmi Midori, per via degli occhi verdi, ma papà dice che non appena mi ha vista ha pensato che fossi tutta la sua vita.

Se non ti chiamassi così, se potessi cambiare nome, quale sceglieresti?

È un po’ infantile, ma mi piace il nome Tsubaki. Significa camelia, attesa e amore eterno.

Data di nascita?

Il 5 agosto 1916, alle 5 del mattino. La guerra era già iniziata da un paio d’anni.

A quali eventi hai assistito da piccola? Quali ti ricordi?

Quando sono nata io, la Repubblica era già in guerra con l’Impero. Fortunatamente la città di Falar è sempre stata distante dal fronte e non è mai stata un punto strategico militare. Ma ho dovuto assistere alla partenza di mio padre per il fronte quando avevo solo dieci anni. Era il 1926. Lo stesso giorno dell’incidente della scogliera e della partenza di Shiro.
Papà dopo soli due anni è tornato dal fronte con una brutta ferita vicino al cuore e l’hanno lasciato a casa in congedo permanente. Poi, uno dopo l’altro, tutti i miei amici, raggiunti i sedici anni sono stati chiamati nell’esercito e alcune delle mie amiche si sono offerte come infermiere volontarie. Io non sono mai riuscita a lasciare Falar. Voglio troppo bene alla mia famiglia. Non riesco a pensare di separarmi da loro. A meno che un bel ragazzone moro e un po’ imbranato…

Segno zodiacale?

Leone. Dicono che le persone sotto il segno del Leone siano molto decise e risolute con la capacità di scegliere nei giusti tempi quello che devono fare. Un po’ è vero.

Com’è il tuo carattere?

Da bambina ero un po’ ribelle. Se mi mettevo in testa qualcosa era impossibile farmi desistere o farmi cambiare idea. Ora mi sono un po’ ammorbidita, ma sono sempre molto decisa. Diciamo che ho ereditato la malizia di Mamma e la forza di Papà.

Un punto di forza del tuo carattere?

L’accettazione. Cerco di non giudicare mai: ognuno ha la sua vita e ha fatto il suo percorso, trovo stupido ergersi a giudici al di sopra degli altri. Bisognerebbe cercare di ascoltarsi e capirsi di più.

Temperamento?

Generalmente docile, ma, come la mamma, a una parola sbagliata posso anche perdere le staffe.

Com’è la tua famiglia?

Quello che si percepisce di più nella mia famiglia è indubbiamente l’amore. La vita non è facile in questi momenti di scontro tra Repubblica ed Impero.
Papà fa il pescatore e si dà un gran da fare per darci di che vivere, anche se la milizia chiede sforzi sempre maggiori, sia in termini di uomini da mandare al fronte che in termini economici. Non siamo di sicuro una famiglia ricca, ma abbiamo di che vivere con dignità e ci basta stare tutti insieme per sentirci felici. È un omone enorme, nel vero senso della parola. È alto 2 metri esatti e pesa 140 kg. Tutto muscoli. Da bambina la sua schiena era una montagna da scalare e le sue braccia la mia personale altalena. Ora lo vedo come il papà più premuroso che esista. Forse un tantino troppo.
La mamma, invece, è la donna più bella che conosca: un po’ più bassa di me, ma con degli occhi azzurri che ti lasciano senza fiato. È dolce, ma allo stesso tempo risoluta e di polso. Forse un po’ testarda, caratteristica che ho ereditato anch’io, ma piena d’amore e di pazienza: soprattutto con papà. Insieme formano davvero una bella coppia. La bella e paziente principessa che ha sposato un orco chiassoso dal cuore buono.

Cosa sognavi di fare da piccola?

Non ho mai avuto grandi aspirazioni e comunque i miei desideri duravano qualche manciata di giorni per cambiare in continuazione. Volevo fare l’esploratrice, la piratessa, l’ammaestratrice da circo, la principessa, e via dicendo…

Parliamo di amore… Sei fedele?

Assolutamente sì.

Sei gelosa?

Assolutamente sì.

Sei innamorata?

Assolutamente sì.

Qual è il tuo problema?

L’unico mio problema è cercare di capire se Shiro fa sul serio con me o se fa semplicemente lo sbruffone. Ma tanto sono sicura che ci pensa papà a raddrizzarlo.

Qual è la tua missione?

Essere sempre vicino alla mia famiglia e non dargli preoccupazioni. E magari allargarla un po’. Mamma da quando è tornato Shiro comincia a lanciare frecciatine su come sarebbe bello avere un nipotino che scorrazza per casa.

Come cambierebbe la tua vita se tu ce la facessi?

Sarei realmente felice. Anch’io sogno una famiglia tutta mia.