Intervista ai personaggi – Tadashi Kitamura

Tutti i lettori l’hanno desiderato almeno una volta: poter incontrare i personaggi delle storie più amate e fare due chiacchiere insieme.
Nel mondo di Hollow World questo è possibile!

L’autore Luca Damiani l’ha confessato in una sua intervista: prima di scrivere di ogni personaggio della sua saga, l’ha lasciato parlare in una lunga chiacchierata, in modo da delineare il carattere e i sogni di ciascuno di loro.
E ha aperto lo scrigno di questo tesoro anche per noi!
Nell’articolo precedente abbiamo scoperto il mondo di Hitomi. Ora scopriamo Tadashi, l’amico forte e leale.
PS: pubblichiamo solo alcune pezzi delle interviste, che in realtà spaziano dai cibi preferiti, alle paure più nascoste (sapevi che Tadashi quando è nervoso scrocchia le dita?). Ma per conoscere fino in fondo i personaggi, non resta che leggere il libro Hollow World – Il ragazzo senza memoria.

Tadashi (in giapponese “leale”) Kitamura ( “villaggio del nord”)

tadashi
Ti piace il tuo nome?

Sì, penso che mi rispecchi. L’ha deciso mio padre, come me, anche lui è molto attaccato alla famiglia e crede che la lealtà nei confronti di familiari e amici sia la cosa più importante. Anche a costo di correre dei rischi.

Data di nascita?

Il 25 marzo 1906, di notte sul carro dei miei genitori. Durante la mia infanzia, c’erano alcune tensioni politiche tra l’Impero e la Repubblica, ma la cosa non mi ha mai interessato molto. I miei erano commercianti nomadi e il commercio andava bene prima che scoppiasse la guerra e che i miei genitori decidessero di stabilirsi ad Asaba.

A quali eventi hai assistito da piccolo?

Quando nel 1914 l’Impero dichiara guerra alla Repubblica, gli affari cominciano a scarseggiare e così i miei genitori decidono di stabilirsi nella città di Asaba. Iscrivono a scuola me e il mio fratellino Seiji con la speranza di darci un futuro migliore. I pochi risparmi che avevamo messo da parte, mio padre li investe per aprire una panetteria.
Sinceramente, mio padre era un gran commerciante, ma come fornaio faceva decisamente pena: le pagnotte che sfornava erano molli e appiccicose al mattino, tanto da costringerti a bere litri e litri d’acqua per mandarle giù, mentre alla sera diventavano talmente dure da poter essere usate solo come fermaporta o zeppa per un tavolo traballante. Comunque sia, l’evento che ha decisamente sconvolto la mia vita è stato l’attacco alla città di Asaba nel 1922: l’intera città è stata rasa al suolo. È solo per un caso fortuito che io e Kenta siamo sopravvissuti: gli unici due sopravvissuti di Asaba. Eravamo in riva al lago a pescare: le nostre famiglie sono state spazzate via da una bomba, un “ordigno nucleare” dice Kenta, io non so neanche cosa significhi. So solo che se fossi tornato indietro in tempo avrei potuto salvare almeno il mio fratellino, Seiji. L’ho visto scomparire davanti ai miei occhi: una volta in più ho dimostrato di essere una persona inutile.

Puoi descrivere il tuo carattere, in tre righe?

Sono una testa calda pronto a menare le mani in qualsiasi occasione, soprattutto se provano a far del male alla mia famiglia o ai miei amici. Provate a chiedere a Kenta quante volte l’ho salvato dai bulletti della scuola.

Qual è il punto di forza del tuo carattere?

Come dice il mio nome la lealtà. Non abbandonerei mai un amico nel momento del bisogno anche a costo di gettarmi a capofitto in un’azione impossibile e insensata. E la tenacia. Puoi farmi quello che vuoi e dirmi quello che vuoi, ma se prendo una decisione non mi fermo davanti a nulla.

Temperamento?

Di fuoco.

Scatti d’ira?

A bizzeffe!

Sei uno che cova rabbia e poi esplode?

Il contrario. Esplodo e dopo covo.

Cosa/chi non sopporti?

I bulli. Cristo quanto li odio! Sono solo una massa di vigliacchi che si fanno forza quando sono in branco. Provate a toccare uno dei miei amici: uno, due, quattro, cento, non mi importa. Vi prendo a sberle uno per uno anche da solo.

Famiglia?

La mia era una famiglia serena, con qualche piccolo problemino, ma niente di grave. Una famiglia deve sempre essere unita: se c’è un problema lo si risolve tutti insieme. Per questo proprio non riesco a capire perché quel giorno mia madre aveva deciso di portare via me e Seiji e abbandonare mio padre. Quella strega. Non che la odiassi, tutt’altro. Era severa di carattere, come ogni mamma credo, ma ha sempre fatto di tutto per me, Seiji e papà. Proprio non capisco. Se solo quel giorno avesse lasciato venire Seiji al lago con me almeno lui sarebbe vivo, ora. Mio padre, invece era il mio eroe. Sempre premuroso faceva di tutto per non farci mai mancare nulla. Un giorno mi portò con lui al mare per chiudere un affare e approfittammo dell’occasione per andare a pesca. Avevo solo sei anni, ma me ne sono innamorato all’istante. La pesca è la mia più grande passione e papà approfittava di ogni momento libero per portarmici. Mi aveva anche regalato un’attrezzatura completa nonostante non navigassimo nell’oro. E con il mio fratellino lo era altrettanto.
Sai cosa significa Seiji? “Secondo figlio raffinato.” Il nome lo scelse mia madre, sperava forse di evitare un’altra testa calda come il sottoscritto. E, in effetti, mio fratello era il mio esatto opposto. Amava la lettura, tutti i libri, di qualsiasi argomento parlassero, e mio padre cercava di comprargliene quanti più poteva. Stava ore e ore su quei libri: un vero secchione. Quando ci siamo trasferiti ad Asaba la scuola era il suo regno. Primo in tutte le materie, faceva a gara con Kenta a chi avrebbe preso il voto più alto. È così che ho conosciuto Kenta, era un compagno di classe di mio fratello. E mio fratello, come Kenta era costantemente preso di mira dai bulli di scuola. “Zingari” ci chiamavano. Quante legnate che gli ho dato a quei piccoli stronzetti. Io purtroppo a scuola non riuscivo proprio ad andarci. L’ho sempre bighellonata. Per me stare seduto e fermo, chiuso tra quattro mura per più di mezz’ora era un’impresa impossibile. Troppo abituato alla vita in libertà all’aria aperta. Oggi vivo con Kenta, Hiroshi e Shiro: la mia nuova famiglia. Per Hiroshi nutro un profondo rispetto: è un vero capo e ha a cura il futuro di tutti noi. Non fosse per lui a quest’ora saremmo tutti in un merdoso istituto per orfani di guerra. Shiro è decisamente fastidioso, come un sassolino nella scarpa, ma a forza di camminarci sopra ti ci abitui e, se poi lo togli, ecco che ti manca.

Cosa sognavi di fare da piccolo?

Oggi sono un soldato, ma se veramente potessi tornare indietro mi piacerebbe fare il pescatore.
Posso con soddisfazione definirmi un vero genio nella pesca. Inoltre a fare a pugni sono decisamente in gamba. Non bastano dieci uomini per atterrarmi.

Che lavoro fai?

Oggi sono un soldato, ma quando vivevamo al rifugio ero un ladro.
Come soldato sono una risorsa preziosa. I miei nemici mi temono e gli amici mi apprezzano. Datemi un mitra e un paio di granate e nulla può fermarmi sul campo di battaglia. D’altronde sono un membro del corpo speciale dei “Cani Randagi”.

Sei felice?

Sì.

Sei soddisfatto?

Sì.

Ti manca qualcosa?

Il mio fratellino.

Cosa cambieresti?

Potessi tornare indietro nel tempo porterei con me Seiji con la forza a pescare invece di lasciarlo a casa con mia madre.

Sei fedele?

Non ho mai avuto una storia seria, ma sono sicuro che se trovassi la donna giusta mi dedicherei completamente a lei.

Sei geloso?

Sì.

Sei innamorato?

Beh, diciamo che il sergente, Anna è molto carina. Ecco lei potrebbe essere la mia donna ideale.

Hai voglia di innamorarti?

Sì. Mi piacerebbe avere una moglie e almeno un paio di figli.

Come ti vede la gente?

Uno facilmente irritabile, ma sostanzialmente un buono.

Dove sogni di andare?

C’è un posto a sud di Mad Har dove dicono si possa prendere tonni di 400kg di peso. Quella sì che sarebbe una sfida.

Qual è il tuo problema?

Non voglio mai più vedere un amico o un familiare in difficoltà. E non voglio mai più sentirmi inutile a costo di rimetterci la vita.

Qual è la tua missione?

Proteggere i miei compagni.

Come cambierebbe la tua vita se tu ce la facessi?

Potrei riposare in pace. D’altronde non credo che riuscirò a superare i trent’anni. Pare che durante l’attacco ad Asaba io abbia assorbito una cosa chiamata “radiazioni” che a quanto pare non facciano assolutamente bene. Kenta invece niente. Forse ha ragione lui che tutto quel grasso è solo “salute e benessere”.