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Intervista all’autore – Chi è Luca Damiani?

Dopo averci raccontato come è nato il romanzo Hollow World – Il ragazzo senza memoria e averci svelato il “dietro le quinte” dei personaggi (se non l’hai ancora letto, vai all’articolo “Come nasce Hollow World?”), oggi cerchiamo di capire chi è l’uomo che si nasconde dietro alla sapiente penna creatrice della saga: Luca Damiani.

Ciao Luca, grazie ancora per questo tempo prezioso che dedichi a noi lettori, voraci di curiosità e di sapere qualcosa in più del mondo di Hollow World.
Oggi vorremmo sapere qualcosa di più su di te. Alcune cose ce le hai già raccontate, ma partiamo dall’inizio: chi sei?

Intanto sono io che ringrazio di cuore ciascuno di voi lettori per l’attenzione e la passione con cui vi avvicinate al libro. Dunque, chi sono? Mi chiamo Luca Damiani, vivo a Torino e gestisco un’azienda che opera nel campo del food. Quindi nella vita… faccio tutt’altro che lo scrittore!

Come si intreccia allora la tua professione con il tuo essere scrittore?

In maniera molto semplice: limitando le ore di sonno! Mi alzo prestissimo, all’alba, e, prima ancora di andare a lavorare dove mi attendono sedici ore di full immersion nella mia azienda, mi calo nel mondo della scrittura. Non è per niente semplice, a volte è una fatica immane e spesso mi è servita tanta disciplina per prendere confidenza con questo ritmo, ma ora mi viene naturale: senza quelle mille parole scritte di prima mattina, il mio piccolo e costante obiettivo giornaliero, non saprei come vivere il resto della giornata.

Dove trovi l’ispirazione per i tuoi romanzi?

Innanzitutto dalle situazioni della vita reale: i luoghi, le vicende, i dialoghi e certi tratti dei personaggi vengono proprio dal mio vissuto quotidiano. E poi dalla musica, dal cinema e dal teatro. Vi ho già parlato del mio passato da attore teatrale (N.A. per chi se lo fosse perso, ecco l’articolo in questione). Poi ci sono i romanzi, di cui sono vorace divoratore… insomma da qualunque cosa che colpisca i miei sensi e che si depositi nella mia mente.

Prima di Hollow World – Il ragazzo senza memoria, non avevi mai pubblicato un libro. Come mai hai scelto di partire proprio scrivendo una saga?

Quando ho incominciato a scrivere, nel giro di tre mesi avevo scritto circa 350 pagine e non ero giunto neanche al middlepoint. Mi sono reso conto che c’era veramente tanto da raccontare, che la storia stava prendendo vita senza che nemmeno me ne accorgessi, ma, soprattutto, che ogni personaggio aveva necessità del proprio spazio per raccontarsi. Ho capito che il risultato, raccolto in un solo libro, non avrebbe soddisfatto né me, né la mia storia, né i lettori.
Allora ho deciso di tracciare bene la trama, scomporla, ritirare fuori i miei studi di sceneggiatura e suddividere la storia in diversi volumi.
La particolarità di Hollow World, come di tutte le Light Novel, è di essere stato scritto e pensato come una vera e propria serie televisiva (animata o meno). Ecco, allora, che il primo volume della saga “Il ragazzo senza memoria” si costituisce come se fosse una prima stagione di una serie televisiva, e i capitoli al suo interno sono le singole puntate.
Detto così, sembra semplice, anche perché siamo abituati a vedere questo processo tutti i giorni quando accendiamo la televisione, ma, in realtà, dietro c’è un lavoro molto complesso, perché ogni singola puntata/capitolo deve contenere il giusto crescendo drammatico per portare alla puntata/capitolo successiva. Parallelamente, ogni stagione/volume, deve mantenere un crescendo al suo interno, che porta sì a una chiusura, ma questa chiusura deve essere solo della singola stagione, lasciando aperta la porta alla stagione successiva. Insomma: tenere alta l’attenzione, catturare lo spettatore/lettore, senza esasperarlo nell’attesa, ma portandolo naturalmente al passo successivo.

Qual è il tuo libro preferito?

Sceglierne uno è impossibile… diciamo che ultimamente mi sto appassionando a Haruki Murakami.
Però leggo di tutto, qualunque genere. E un po’ di questa mescolanza si trova anche in Hollow World: non si tratta, infatti, unicamente di genere “fantasy”… pensa, leggo perfino gli Harmony, e alcuni spunti per tratteggiare dei dialoghi li ho presi proprio da lì!

È cambiata la tua vita dopo aver scritto il primo libro della saga?

No, a parte qualche impegno in più in una vita già oberata, ma che svolgo con gioia!

Come passi il tuo tempo libero?

Con le mie bestiacce mordaci: un pitbull, un cane corso e un chihuahua… prova a indovinare chi comanda.